Area e confini
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Collocato nella parte nord occidentale della regione
Friuli-Venezia Giulia amministrativamente, il comune si distende su una
superficie di 73,61 kmq lungo la valle dell’alto corso del fiume Tagliamento. I
limiti comunali toccano a nord i comuni di Sauris e Socchieve col quale confina
pure ad est e sud, mentre incontra ad ovest il comune di Forni di Sotto e nella
punta più meridionale il comune di Tramonti di Sopra. Fa parte della Comunità
Montana della Carnia.
Il territorio comunale si eleva ad una altitudine che va da quella minima di
450 s.l..m., riscontrabile nel punto di confluenza del torrente Lumiei con il
torrente Teria, ai 2.120 m
del monte Tinisa.
Anche se i confini amministrativi non sempre rispettano quelli determinati dai
fattori naturali, l’area da questi definita è geograficamente ben
caratterizzata.
A nord è delimitata dal lago artificiale di Sauris dal quale il confine
prosegue verso est, a valle della diga, lungo il corso del torrente Lumiei fino
al punto in cui questo, a quota 691
m, piega decisamente verso sud.
Il limite comunale invece risale decisamente verso nord lungo il corso del
torrente Novarza a formare uno sperone per comprendere una significativa
porzione dei fertili pascoli che fanno parte della conca di Sauris.
Raggiunta quota 1.223 m,
il confine abbandona il corso del Novarza e ritorna verso sud dividendo i
pascoli della malga Campo da quelli di malga Monteriù o Monte Riù per salire
lungo le pendici che portano alla quota 1.865 m della Forca del Coladòr che divide il
gruppo del Col Gentile da quello del monte Veltri (2.003 m).
Prosegue poi verso sud-est fino a raggiungere la Forca di Pani (1.139 m) e, da qui, la cima
di Monfredda a quota 1.327 m,
per scendere poi ad incontrare il greto del torrente Lumiei fino alla sua
confluenza con il Teria.
A questo punto i limiti comunali si dirigono dapprima verso ovest quasi
trasversalmente e poi si spingono verso sud formando un altro stretto angolo il
cui vertice incontra il territorio del comune di Forni di Sotto.
Inizialmente il confine segue il corso del Teria e quasi interamente quello del
torrente Glereàl per piegare ancora verso sud e poi di nuovo trasversalmente
verso ovest a comprendere la cima del monte Jàf (1.169 m) per poi scendere
l’intero corso del Rio di Donna fino alla confluenza, presso Caprizzi, con il
fiume Tagliamento.
Da qui, a quota 500 m,
il confine comunale risale il corso del Tagliamento verso ovest che abbandona
quando incontra il Rio Negro che segue per quasi tutta la sua lunghezza.
Prosegue lungo la valle del Rio Naiarda a raggiungere i contrafforti del gruppo
montuoso del Cimon di Agàr a quota 1.783 m, punto d’incontro anche dei limiti
comunali di Forni di Sotto, Socchieve e Tramonti di Sopra.
È questo il punto più meridionale del territorio comunale il cui confine poi
risale lungo lo spartiacque che divide il bacino del Rio Naiarda da quello del
corso iniziale del Rio Negro e dei suoi affluenti il Rio Bùs, il Rio Voiani ed
il Foràt e dopo averlo abbandonato, superando il monte Trentesin (1.206 m), raggiunge
nuovamente il fiume Tagliamento tra lo stavolo Cjarais (597 m) e lo stavolo di Rio
Zaas (589 m).
Superatolo, sale in linea retta fin sotto la cima del monte Como (1.253 m) per poi piegare ancora verso ovest fino allo stavolo Cjaltone e giungere infine al tracciato della strada statale n. 52 Carnica in prossimità della bassa insellatura di Cima Corso.
Percorso per breve tratto il Rio Val, il confine piega decisamente verso ovest
seguendo una linea retta e tagliando alla base le pendici del monte Tinisa, fin
sotto Cima Avroni (1.814 m),
dove si volge verso nord e, lasciato sulla destra il monte Brutto Passo (2.034 m), segue interamente
il corso del Rio Tavanelli fino a raggiungere nuovamente il lago di Sauris.
L’andamento del confine comunale evidenzia quindi una situazione che da un lato
tiene conto dei fattori naturali e dall’altro invece dei peculiari fattori
storici ed economici.
Anche le anomalie che si sono segnalate, simili d’altra parte a quelle di altri
comuni della Carnia, possono essere ricondotte alla necessità da parte delle
comunità, nei tempi passati, di occupare delle aree che, pur non facendo parte
del bacino idrografico di riferimento, assumevano particolare importanza
economica legata principalmente all’attività pastorale.
