La zona libera della Carnia e del Friuli
Azioni sul documento
La zona libera della Carnia e del Friuli
Nella primavera-estate del 1944 il movimento partigiano in Carnia e nelle tre valli della montagna pordenonese (Cellina, Meduna e Tramontina) aveva raggiunto una notevole consistenza: complessivamente nove brigate per un totale di oltre seimila uomini.
I continui attacchi ai presidi e ai reparti nemici da parte dei partigiani, avevano costretto i tedeschi ed i fascisti a rinchiudersi in Tolmezzo e nei grossi centri della pedemontana, lasciando liberi molti territori.
Alla fine di luglio la Carnia e le tre valli del Friuli Occidentale erano quasi interamente liberate e si era così creato un vasto territorio precluso alle forze nazifasciste.
Questo territorio costituì la Zona Libera della Carnia e del Friuli che ebbe una durata di circa tre mesi e che fu la più ampia fra quelle che si formarono in Italia: 2.580 Kmq, con una popolazione di 90.000 abitanti, 38 comuni liberati interamente e 7 parzialmente.
Comuni interamente liberati:
Ampezzo - Andreis - Arta Terme - Barcis - Bordano - Cavazzo - Cercivento - Cimolais - Claut - Clauzetto - Comeglians - Enemonzo - Erto e Casso - Forgaria nel Friuli - Forni Avoltri - Forni di Sopra - Forni di Sotto - Frisanco - Lauco - Ligosullo - Meduno - Ovaro - Paluzza - Paularo - Prato Carnico - Ravascletto - Raveo - Rigolato - Sauris - Socchieve - Sutrio - Tramonti di Sopra - Tramonti di Sotto - Trasaghis - Treppo Carnico - Verzegnis - Villa Santina - Vito d’Asio (popolazione complessiva residente: 81.200)
Comuni liberati solo in parte:
Castelnuovo - Tolmezzo - Amaro - Moggio Udinese - Cavasso Nuovo - Travesio
- Decreti e provvedimenti del Comitato di Liberazione Nazionale Zona Libera [PDF 117 KB]
- vedi sito "Carnia Libera 1944"
